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Cybercrime e clienti, ecco da dove arrivano le frodi.

tratto da: Insurzine – 05/03/2020

Il tasso di frodi e reati economici si mantiene a livelli record, con un impatto sulle aziende colpite più diversificato che mai. A rivelarlo è la Global Economic Crime and Fraud Survey, ricerca sui reati economici che PwC conduce ogni due anni. Secondo l’indagine le frodi commesse dai clienti rappresentano il primo tra i reati economici subiti dalle aziende (35%), in crescita rispetto al 29% del 2018. Tale tipologia, secondo le società intervistate, è uno dei reati più gravi insieme al Cybercrime.

Sebbene in aumento, le frodi commesse dai clienti sono uno dei reati economici in cui le risorse impiegate, la solidità dei processi e le tecnologie si sono dimostrate particolarmente efficaci in termini di prevenzione.

Negli ultimi due anni tutte le aree del pianeta hanno registrato frodi da parte dei clienti, con crescite particolarmente significative in Medio Oriente (47% vs 27%) e Nord America (41% vs 32%).

La ricerca evidenzia ha evidenziato l’importanza della prevenzione, rilevando come gli investimenti funzionali allo sviluppo di un bagaglio di competenze e tecnologie adeguato possa costituire un vantaggio. Quasi la metà delle organizzazioni ha reagito ai reati attuando misure di controllo e/o migliorando quelle esistenti – per il 60% degli intervistati ciò ha portato a un miglioramento generale.

Tuttavia, quasi il 50% degli intervistati non ha condotto alcuna indagine.  Solo un terzo ha informato il Consiglio di amministrazione della propria azienda e, laddove ciò è stato fatto, il 53% degli intervistati ha riportato un miglioramento.

“Le frodi e i reati economici sono una battaglia senza fine, in cui è essenziale individuare la radice del problema per prevenire e gestire le frodi future. Sia che si ricorra a tecnologia, processi innovativi, abilità e formazione, o a una combinazione di questi strumenti, il risultato è un rafforzamento dell’azienda nel suo complesso di fronte ai reati economici, che in definitiva si traduce in un beneficio anche per consumatori” ha dichiarato Alessandro Grandinetti, Markets and Clients Leader di PwC Italia.

La tecnologia in aiuto

Sebbene la tecnologia sia solo uno degli strumenti per combattere le frodi, il report PwC rileva che oltre il 60% delle aziende sta iniziando ad adottare tecnologie all’avanguardia come l’intelligenza artificiale e il Machine Learning per contrastare i reati economici. I timori legati all’implementazione delle tecnologie riguardano i costi, il know-how insufficiente e le risorse limitate. Secondo il 28% degli intervistati, ciò dipende da una difficoltà nel percepirne il valore.

Il beneficio derivante dall’uso della tecnologia nella lotta alle frodi economiche è innegabile, ma le organizzazioni devono riconoscere che la sola adozione di strumenti e tecnologie non costituisce da sé un programma antifrode.

“Raccogliere i dati giusti è solo il primo passo. Nella lotta alle frodi, il vantaggio per le aziende è dato dal modo in cui tali dati vengono analizzati. Spesso le aziende non sono in grado di cogliere il valore della tecnologia se non hanno investito nelle competenze e nel know-how necessari a gestirla” ha sottolineato Alessandro Grandinetti, Markets and Clients Leader di PwC Italia.